Meglio senza voti: ma come?

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Fabrizio Gambassi ¶ La nostra cultura educativa è così permeata dall’idea di valutare attraverso i voti che risulta difficile persino pensare alla possibilità di una scuola senza voti. Di fatto, una critica seria e approfondita del voto finisce necessariamente per chiamare in causa l’intero impianto ideologico dell’attuale sistema di istruzione pubblica. Non stupisce dunque che mettere in discussione il voto come strumento di valutazione provochi forti resistenze ed evochi paure latenti.
Eppure sarà necessario farlo, se una revisione critica della ricerca educativa e psicologica degli ultimi quarant’anni sulla motivazione e sul voto in ambiente scolastico e professionale induce a formulare la conclusione che, ai fini dell’apprendimento, i voti sono più un male che un bene. [Leggi tutto]

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Anticipazioni del prossimo numero

Tutte le bugie su Cuba,

di Paolo Vittoria

Per un giuramento del docente,

di Maurizio Parodi

L'”errore di reazione”: refrattari al pensiero scientifico,

di Paolo Fasce

 

Il teatro come artigianato delle relazioni,

di Francesco Chiantese

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Psicosintesi ed educazione transpersonale in Roberto Assagioli

Antonio Vigilante ¶ La psicosintesi, fondata negli anni Trenta del secolo scorso da Roberto Assagioli, rappresenta il contributo italiano a quella che poi si chiamerà psicologia transpersonale, considerata la quarta forza della psicologia (dopo il comportamentismo, la psicoanalisi e la psicologia umanistica). Benché Assagioli non si sia occupato in modo approfondito di educazione, si trovano nei suoi scritti diversi abbozzi di una teoria transpersonale dell’educazione. D’altra parte, la stessa psicosintesi si presenta come una forma di autoeducazione, una teoria che intende fornire all’individuo un percorso che lo conduca alla realizzazione più piena di sé stesso.[Leggi tutto]

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Per Alain

Antonio Vigilante ¶ Alain Goussot non c’è, dunque. Non c’è più. Un improvviso attacco di cuore lo ha ucciso il venerdì prima di Pasqua. Da ateo, devo constatare questo fatto oggettivo, e tuttavia mi rendo conto che questa constatazione non è esatta. Dire che non c’è quello che prima c’era significa considerare l’essere umano dal punto di vista della semplice presenza, per dirla con Heidegger. Ma è questo, un essere umano? E’ una cosa che prima c’è, e poi non c’è più? [Leggi tutto]

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L’alternanza scuola lavoro è qualcosa di sinistra

Marilisa Cometti ¶ Dire ASL non significa sposare acriticamente il sistema economico attuale per ciò che è. Anzi. Significa provare ad evitare che nei posti di lavoro migliori ci arrivino sempre e solo i “figli di” che un curriculum non hanno nemmeno bisogno di scriverlo, invece dei meritevoli che però un curriculum non sanno scriverlo.
Significa anche evitare che gli studenti inizino a lavorare sprovveduti come me quando a 25 entrai nel mondo del lavoro. Non avevo la più pallida idea di quale fosse la differenza tra tempo indeterminato, tempo determinato, co.co.co, partita IVA, collaborazione occasionale, ENPALS, INPS, INAIL e infatti per anni mi hanno sottopagata e sfruttata. [Leggi tutto]

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Strade che divergono

Claudia Secci ¶ Un anno fa, a commento di un articolo, Alain Goussot mi scrisse indicandomi il testo di Judith Butler, cui si riferisce la recensione che segue. Essa può essere intesa come un omaggio e un attestato di gratitudine ad Alain, che sfortunatamente non ho avuto il tempo di esprimergli.
La voce di Judith Butler, in questo testo, la cui traduzione italiana reca una premessa di Laura Boella, denota il coraggio di chi, col suo pensiero filosofico/politico, scava nei meandri storici e intellettuali dell’ebraicità (jewishness, da non confondere con l’ebraismo, che è la nozione più dogmaticamente legata alla religione), sottraendola ai limiti del progetto politico sionista. L’intento è argomentato sin dall’introduzione; l’Autrice è, infatti, alla ricerca di una storia religiosa, filosofica e culturale degli ebrei, che sostenga le ragioni di un’interruzione della violenza di stato, del progetto nazionalista e di colonizzazione israeliano perpetrato a danno dei palestinesi. [Leggi tutto]

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Brasile: il Colpo di Stato contro l’educazione pubblica e il pensiero critico

Paolo Vittoria ¶ Il 20 agosto, 2015, Edoardo Cunha è stato denunciato alla Corte suprema dal Procuratore Generale della Repubblica per corruzione e riciclaggio di denaro e accusato di aver ricevuto cinque milioni di dollari in tangenti. Nel documento istituzionale inviato alla Camera dei Deputati si sostiene inoltre che Cunha, presidente della Camera in Brasile, stia utilizzando la Camera stessa e il parlamento “come uno scudo” per difendersi dai propri casi di corruzione. Cunha è uno dei principali orchestratori del Golpe-Impeachment contro la presidente Dilma Rousseff. Inoltre la testimonianza dell’ ex manager della Petrobras, Eduardo Musa, indica Eduardo Cunha come uno degli elementi più influenti nello schema di corruzione dell’azienda brasiliana. Ricordiamo che uno dei motivi sbandierati da Cunha & co. per l’impeachment contro Dilma sono i casi di corruzione della Petrobras di cui, però, lo stesso Cunha è uno dei principali rei. [Leggi tutto]

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La morte di un amico

Walter Omar Kohan ¶ Come scrivere su un amico e sulla morte di un amico? Le parole, che sono sempre insufficienti, sono in questo caso ancora più piccole, quasi ridicole. Se almeno scrivere la parola “tristezza” facesse sì che il nostro mondo fosse un po’ meno triste per un instante… Ma le parole sono sempre meno di ciò di cui abbiamo bisogno… a meno che non siano le parole di un amico. Per questo, vorrei scrivere questo testo con alcune parole di Fulvio, parole che abbiamo scritto insieme, come un modo per averlo ancora tra noi. [Leggi tutto]