Numero 1 / 2017

Presentazione | Presentation

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La scuola italiana è chiamata ad operare un radicale cambiamento per rispondere ai nuovi bisogni formativi e alle sfide della nostra società. È necessario cambiare i modi di insegnare rendendoli funzionali ai nuovi modi di apprendere e di comunicare e alle dimensioni culturali e sociali di oggi.

Da molti anni la nostra rete di scuole si occupa di didattica per competenze e di formazione dei docenti. Ci domandiamo come mai l’innovazione didattica, nonostante non manchino le buone pratiche, alcune veramente innovative, non riesca ad uscire dalla dimensione dell’avanguardia, a mettere in discussione la struttura di una scuola che fatica a cambiare. Le cause di questo ritardo le conosciamo e ne abbiamo già discusso proprio in questo Auditorium tre anni fa, nel Convegno “A scuola di competenze”. Occorre rimuovere gli ostacoli strutturali di un sistema scolastico rigido e superato, ancora basato su un modello di insegnamento trasmissivo, analitico e sequenziale diviso per discipline, rivoluzionando lo spazio e il tempo della formazione. In questo ritardo, in questa fatica e resistenza a cambiare, sta il dramma di una scuola, la nostra scuola, che continua a perdere per strada troppi ragazzi, che continua ad operare un vero e proprio spreco di risorse, di tempo, di energie, di potenzialità.

Dopo una lunga e faticosa stagione di riforme, cos’è cambiato nel modo di fare scuola, dentro le mura di ogni aula, nel recinto di ogni disciplina? Quali trasformazioni potrà produrre il nuovo impianto della scuola per competenze, se il modello didattico predominante continua ad essere quello della lezione frontale, della valutazione retroattiva, della separatezza fra le discipline? Quale innovazione potrà generare la didattica digitale se poi la metodologia non cambia? (Applausi)

Questo convegno non vuole aggiungere ulteriore enfasi sul tema delle competenze. Sappiamo che non basta correggere il PTOF, riscrivere il curricolo verticale e modificare le rubriche di valutazione. È una rivoluzione profonda quella che siamo chiamati ad operare, un cambio radicale di paradigma. Serve un nuovo sguardo, un nuovo atteggiamento etico nella relazione pedagogica.

La componente emotiva ed affettiva che lega l’insegnante a ciascuno dei suoi studenti è parte fondamentale di quel nuovo profilo professionale che oggi è richiesto all’insegnante. Lo sottolineava prima di me Luciano Mastrorocco. Senza questo atteggiamento etico non sarà possibile capovolgere il rapporto autoritario, o nel migliore dei casi unidirezionale, tra insegnamento ed apprendimento. Da qui bisogna incominciare, per trasformare le nostre scuole in luoghi di benessere per tutti, in comunità aperte di apprendimento e di partecipazione, in cantieri di elaborazione dei saperi per gli studenti, per gli insegnanti, per il territorio.

In questo convegno vogliamo dar voce e ispirarci a quelle realtà che stanno cambiando davvero la scuola, certo con fatica ma anche con entusiasmo. Sono realtà che stanno sperimentando che cambiare si può, produce buoni risultati ed è anche bello.

A queste realtà qui presenti, scuole singole e reti sperimentali, la Rete S:O.S. rivolge oggi un invito a unirsi, a fare rete per riuscire, attraverso il confronto e la collaborazione, a rendere più efficace la nostra azione. Vogliamo inoltre ispirare la nostra azione all’insegnamento che ci hanno lasciato grandi maestri, mai così tanto attuali come oggi, don Milani, Mario Lodi, Danilo Dolci…

Una linea rossa di senso attraversa i lavori del convegno:

• la sessione del mattino propone un nuovo sguardo sulla relazione educativa, per passare dalla scuola del monologo alla scuola del dialogo, dalla trasmissione alla produzione del sapere;

• nel pomeriggio daremo voce ad alcune esperienze di cambiamento e ai grandi maestri;

• domani presenteremo alcuni workshop in forma di laboratorio, per convincersi che cambiare si può.

Andrea Crippa. Ha insegnato matematica e scienze nella scuola media e successivamente è stato Dirigente Scolastico. Dal 2003 è presidente e coordinatore della Rete di scuole “S:O.S. – Scuola: Offerta Sostenibile”, composta da 70 scuole di ogni ordine e grado della provincia di Bergamo e di Milano. È stato coordinatore scientifico e relatore in numerosi Seminari e Convegni organizzati dalla Rete “S:O.S.” e dalle Istituzioni Scolastiche territoriali. Svolge attività di formazione per docenti e aspiranti dirigenti scolastici. Ha curato la pubblicazione di Oltre la solitudine della scuola (Franco Angeli, Milano 1997) di cui è co-autore ed ha collaborato alla pubblicazione di Scuola & territori: le qualità dell’offerta formativa” (MEDAS, Bergamo 2007) e di Ripensare l’autonomia (USP Bergamo, 2008).